mercoledì 30 settembre 2015

GIUSTO VENT' ANNI FA

Oggi vi mostro un ricordo di 20 anni fa, ovvero lo storico pranzo da "Ferro" a Pian di Conca (LU) in occasione della prima comunione di mia cugina Laura, in cui il vino scorreva a fiumi. Sullo sfondo, a capotavola, la buonanima di mio padre che faceva il pieno di vino della casa riempendo il proprio serbatoio su invito del compagno di un' altra cugina. Per la cronaca, in quella occasione (sempre per opera del diabolico Stefano) scoprii di non essere astemio e fui vittima involontariamente della mia prima e unica ubriacatura, seppur leggera. Ricordo ancora quando abbracciai la cameriera alla fine del pranzo ed il mal di testa subito dopo, nel pomeriggio.......




L' altro scatto fotografico mi immortala sul lungomare di Catania, un paio di mesi dopo. Un veloce salto in Sicilia in occasione del matrimonio di mio zio Marcello.



UN BUONGIORNO DI FINE OTTOBRE

Giusto, dimenticavo.... Buongiorno!!!!
E scusatemi ma ho la testa piena di pensieri :)



















GATTO PORTUALE APPENA SVEGLIATO

Anche guardare semplicemente un micio che si pulisce il pelo è un qualcosa che vedo da una vita ma non per questo riesco ad evitare l' incanto di stare ad ammirarne l' eleganza magnetica nel compiere tutta la sua minuziosa opera di igiene personale.


PREGHIERINA DOLCE

Madre Misericordiosa dal cuore Immacolato e pieno di Amore, che intercedi sempre in favore delle cause dei bisognosi, io che indegnamente provo a sussurrare al tuo infinito cuore, con infinita devozione ed umiltà, ti prego di darti una svegliata perchè sono ancora nella merda e sarebbe il caso di fare qualcosa anche voi lassù, invece di stare a guardare senza fare un cazzo. Amen.


martedì 29 settembre 2015

UN BRICIOLO (ANZI, UN PEZZO) DI SEMPLICE FELICITA'

Oggi la mia principessa più piccola affrontava a scuola il primo giorno di rientro pomeridiano (meno male ce n' è solo uno a settimana) e non era proprio entusiasta di dover pranzare a scuola e farsi altre tre ore sui banchi. Ma, conoscendo bene la mia pulcina (che è golosa come me), ho pensato bene che un pezzo di pizza calda, appena sfornata, sarebbe stata un' ottima consolazione.... Coi due spiccioli avanzati dall' iscrizione al catechismo (perchè qua, in questa parrocchia si paga anche questo), sono riuscito a pagarle un piccolo momento di felicità, ed io mi sono sentito, per una volta dopo tanto tempo, un papà normale. O quasi.


VOLERE VOLARE

Uno di quei posti che tengo nel cuore da tutta la vita è sicuramente il piccolo aeroporto del Cinquale (MS), che conosco fin da quando ero bambino e dove spesso e volentieri - nel corso di una delle nostre uscite domenicali - ero solito arrivarci insieme a mio padre.
Impossibile resistere alla tentazione di pilotare un aeroplano, il desiderio di volare è dentro di noi come una delle tante mete che ci spingono a sognare oltre i nostri limiti imposti dalla natura.
Non c' è cosa più bella del volo. I più fortunati potranno dire con ragionevole certezza che solo l' amore può essere superiore alla gioia di volare... Ma io mi domando se, rovesciando il punto di vista, essere amati (ed amare) non è essa stessa una forma di volo verso il cielo?










UNA FEDELISSIMA AMICA CHE MI COPRE LE SPALLE

Sempre parlando di mare, e della gioia che riesce a dare anche solo a contemplarlo, adoro vederlo nella quiete notturna, in cui il mantello dell'oscurità permette, per contrasto, di apprezzare ancora meglio gli effetti della miriade di luci che si stagliano lunga la costa.
Per non parlare del ritmico scintillìo delle luci dei fari visibili a occhio nudo, da quello vicinissimo di Marina di Carrara fino a quello estremo di Viareggio (che mi ricorda di quando svolgevo il servizio militare nella Capitaneria di Porto di quella città). Oppure il cielo stellato che si mostra come un libro da leggere e ammirarne la silenziosa immensità. Pure nelle notti in cui le nubi nascondono la luce lunare e nemmeno le stelle riescono a fare capolino, il fascino del porto "sonnecchiante" si mantiene costante, immutabile.
Raggiungere la lanterna d' accesso all' imboccatura d' ingresso del porto, al termine della lunga passeggiata che corre parallelamente al muro paraonde, è una tappa verso un universo da sogno: ormai non posso fare a meno di starmene lì, nel buio o quasi, a guardare l' orizzonte, il mondo e sperando che ovunque ci sia quella gioia e armonia che per il momento manca a me.
Ma lì, un attimo di pace meravigliosa, irrinunciabile ormai, la riesco a trovare. Come un' amico o un amica che ti abbraccia con affetto, dicendoti "la vita è bella, sorridi"...
In tutto quel buio, non si pensa che si possano correre dei rischi, anche se si tratta di un luogo che, senza la minima luce di lampioni vicino, potrebbe nascondere anche dei malintenzionati pronti a tagliarti la gola per toglierti due centesimi dalle tasche.
No, tranquilli. Io non temo questi rischi, non ho paura. Per mia natura so che mi butterei nella lotta senza stare troppo a pensarci, anche perchè nessuno mi garantirebbe di uscirne vivo nemmeno dopo avergli dato il portafogli (vuoto, per loro sarebbe anche una beffa). No, con queste bestie, l' unica risposta valida è troncarli di botte, e almeno sapere di avere lottato fino all' ultimo senza viltà.
Ma poi, giusto ieri sera, c' è stato un aneddoto gustoso.
Ho scoperto di avere una fedelissima amica a coprirmi le spalle, quando sono intento a guardare le bellezze luminose che si stagliano dall' oscurità del porto: la mia fedelissima Scarlet, il segugio più meraviglioso che sia stato creato dalla genialità divina.
Giusto ieri, mentre mi trovavo in totale contemplazione dell' orizzonte notturno, ho sentito da parte della mia cagnolona un ringhio minaccioso che si è trasformato in una latrato minacciosissimo che avrebbe fatto scappare via anche il più coraggioso dei soldati delle forze speciali.
Avendo avvertito la presenza di un tizio che aveva silenziosamente salito le scale per arrivare alla sommità della barriera paraonde, Scarlet si è trasformata in una sorta di pitbull minaccioso, al punto da fare tornare allontanare in fretta e furia quel tale (che sicuramente era lì per i fatti suoi, ma intanto Scarlet ha preferito avvertirlo di starsene alla larga dal suo padrone).
Insomma, in caso di bisogno, c' è sempre qualcuno che mi copre le spalle nei momenti giusti....!





IO E IL MARE

Voi tutti, amici miei, sapete quanto io adori il mare, sebbene negli ultimi anni, per via dei miei problemi familiari, non sono andato nemmeno una volta in spiaggia, durante l' estate.
"Per via della mia carnagione chiara, che mi provoca ustioni se rimango esposto ai raggi solari", rispondevo sempre a chiunque mi chiedesse il motivo della mia lunga assenza dal divertimento estivo della spiaggia, dei bagni, dei tutti e tutto il resto.
In realtà, era una maniera per dare una spiegazione credibile, a questa strana rinuncia al mare.
Stranissima, per un bambino che passava luglio e agosto sulle spiagge roventi della Sicilia, in occasione delle vacanze estive, e che il mare fosse una specie di seconda pelle, nei mesi caldi dell' anno.
Io, rimasto da anni senza lavoro, non me la sentivo proprio di starmene seduto sotto l'ombrellone, sopra una sdraio oppure a fare il bagno come se nulla fosse. Quando la barca va alla deriva, non si può fingere di niente, ma anzi è necessario fare di tutto per cercare di risolvere i problemi.
Finchè questo passaggio non è risolto, non me la sento proprio di concedermi svago e relax. Una questione di coscienza. Non me la merito ancora la "ricompensa" e prima devo guadagnarmela, sentirmela mia. E la depressione conseguente alla disoccupazione, ha fatto tutto il resto.
Ma mi riprometto che, se riesco a ricostruirmi, tornerò a godermi il mare come... qualche anno fa.

lunedì 28 settembre 2015

SGUARDI FULMINANTI

Un gattino portuale si guarda intorno perplesso, un po' indeciso sul da farsi. E, dall' alto della sua posizione rialzata, un altrettanto perplesso segugio lo osserva con interesse e curiosità.
Vado matto per i gatti rossi, tipo quello di Shrek !
Una nuova settimana è appena cominciata, buongiorno a tutti quanti.











PORTO NOTTURNO

Scacciando i fantasmi nella testa e nel cuore, l' atmosfera notturna del porto aiuta parecchio. Molti avrebbero paura per via dell' oscurità, io invece mi sento come protetto da questo mantello di tranquillità: non mi giudica e non mi disprezza ma anzi mi chiede di ascoltarne l' immacolato silenzio (spezzato di tanto in tanto dal bestemmione di qualche pescatore che magari ha appena perso un' esca tra gli scogli bui).