martedì 19 febbraio 2019

IL DEMONE INVISIBILE

Scusatemi se oggi sarò poco loquace rispetto la solito, ma è uno di quei giorni pessimi in cui mi sento così così, e forse anche peggio.
Quando torno su dalla Toscana, mi fa sempre questo effetto tremendo. Lasciare alle mie spalle tutto ciò che amo (le mie figlie, la mia terra) per mancanza di alternative, ovviamente riscuote sempre il suo tributo in termini di anni di vita che mi verranno a mancare. Certo, a conti fatti, se la vita è questa costante lotta del topo (io) nei confronti del gatto (il destino, l' universo, quello che vi pare), senza plausibili cambiamenti di scenario intorno a me, sinceramente non vedo l' ora che compaia la scritta "game over" sullo schermo di questa insulsa avventura.
Ti riempi per settimane, mesi ed anni il cervello di contenuti propositivi, investi il tuo tempo inseguendo ogni schifo di azienda possibile ed immaginabile, dallo studio di progettazione e design all' autospurgo con la sua flotta di camioncini per l' aspirazione della merda dalle fosse biologiche e non cavi un ragno dal buco.
Poi, parallelamente, ragioni. E dici, tra te e te "Ma puttana della miseria, perchè mi capita questo? Ho qualche malattia rara che mi preclude una vita normale (ed anche in questo caso, per ironia della sorte, ci sono decine e decine di casi di persone con pesanti handicap che sono riuscite comunque a vivere una vita di successo)? Oppure si tratta di una forma di inettitudine che supera i confini della ragione? La pigrizia e la mancanza di stimoli sono da scartare a priori, dato il mazzo che mi sono fatto in passato e la inossidabile voglia di combattere contro questo demone invisibile che mi assale vigliaccamente e mi lacera le carni. Sì, però, caspiterina, allora non si capisce cosa succeda...




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