lunedì 9 gennaio 2017

LETTERA APERTA A GRECO

Cominciamo oggi una rubrica che rappresenta una sorta di lettera aperta da parte mia a personaggi del mondo conosciuto, cosiddetti VIP (ma di cosaaaaa? Dov' è la vostra importanza privilegiata rispetto agli altri esseri umani???) e che vediamo soprattutto in televisione.
Una piccola critica civile e doverosa nei confronti di chi - pur ferma la libertà individuale di ciascuno di noi di usare il proprio telecomando per cambiare canale, qualora non gradissimo ciò che stiamo vedendo in quel momento - non risponde pienamente ai nostri gusti.


Caro Gerardo Greco, conduttore del programma televisivo Agorà (Raitre, ore 08:00 circa),
è già da molto tempo che seguo mio malgrado la tua trasmissione, – mentre lavo le tazze sporche ancora di caffèllatte, passo l' aspirapolvere sul pavimento e rimetto in ordine la casa, prima di andare a spedire i curriculum in giro per il mondo – perchè ogni volta che sintonizzo la tv sul tuo programma, beh... rimango sconcertato.
Francamente provo un' antipatia a pelle nei tuoi confronti, vedendo la maniera un po' strafottente in cui tratti i tuoi ospiti meno graditi, con battute sottili e non che non sarebbero apprezzate ai veri maestri del giornalismo tradizionale.
Non me ne frega niente se farai carriera in Rai o in altri settori della comunicazione, potrai diventare anche Presidente della Repubblica o pontefice maximo, ma mi starai sempre sullo stomaco come un Gasparri qualunque.
Prima di tutto perchè ritengo antipatico colui il quale fa le domande senza ascoltare le risposte – o, peggio ancora, senza dare importanza – dei propri interlocutori qualora tali discorsi non siano in linea con il proprio pensiero.
Tu parli, chiedi, e poi, mentre l' ospite intervistato sta rispondendo, lo interrompi e provi addirittura a dare l' opinione tua entrando nel merito, quasi a voler “moralizzare” o indirizzare il pensiero di chi sta parlando con te.
In secondo luogo, sembrerebbe che cerchi di sminuire le idee altrui (esempio tipico, operai intervistati in collegamento esterno e che manifestano in maniera colorita il proprio malcontento nei confronti del governo in carica) quando non sono conformi a quello che vorrebbero sentire dire i politici, beh... è molto triste.
Terzo punto di vista, certi sorrisini ironici da parte tua nei confronti dei tuoi interlocutori sono veramente irritanti, perchè presuppongono una superiorità, da parte tua, nei loro confronti. E, francamente, lasciatelo dire, credo che tu non abbia tutta questa superiorità. Siamo tutti uguali.
No, caro mio. Non solo la tua trasmissione è stucchevole, con certi politici come ospiti (guarda caso, gli esponenti dei partiti di maggioranza di governo non vengono mai stuzzicati troppo) che provocano l' orticaria ad ogni respiro che emettono, ma anche la piena consapevolezza che cercate di raccontare un mondo (quello reale) che non conoscete per niente. 
Vi indignate, battete i pugni nei vostri talk-show e proponete soluzioni assurde per mondi che non avete mai sfiorato nemmeno lontanamente.
Avete mai provato a fare la spesa per vivere disponendo solo di una pensione sociale (e nessun' altra entrata, ovviamente!) di 200 euro e fare fronte alla quotidianità vera???
Provate a vivere di uno stipendio di 500-600 euro per un anno (senza avere altre entrate, come già detto) e poi ridiamo. Vi farete una cultura riguardo al paese reale.
Oppure facciamo come nei reality-tv, visto che a voi piace tantissimo il mondo della televisione: lasciate il posto di lavoro e provate a iscrivervi come i comuni mortali alle agenzie di lavoro interinali, vediamo se provi sulla tua stessa pelle cosa vuol dire inseguire un posto di lavoro o un' impiego quando hai le strade sbarrate dall' eccesso di disoccupati in cerca di occasioni di lavoro stabili ed immigrati clandestini privilegiati?
No, tutto ciò non è bello a vedersi, ma è anche spiacevole per chi ti sta guardando e nei confronti dei quali bisogna essere pressochè perfetti, essendo il tuo un servizio pubblico pagato coi soldi del canone tv.
La situazione non è “complicata” (termine del quale ami abusare quando vuoi stendere una cortina di fumo sugli argomenti sui quali ti riesce male arrampicarti sugli specchi) ma, al contrario, è pienamente lineare.
Meno spocchia nei confronti dei tuoi ospiti in studio oppure in collegamento esterno, meno sorrisi di autocompiacimento verso le telecamere cui narcisisticamente punti lo sguardo e, soprattutto, una buona dose di umiltà sincera.
E risulterai un po' meno antipatico, non soltanto a me.

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