martedì 13 dicembre 2016

LA BIMBA CHE USAVA L' ARCOBALENO COME SCIVOLO

Lasciatemi salutare, o meglio, fare gli auguri alla mia nipotina Sofia, venuta prematuramente a mancare sei mesi fa. Oggi sarebbe stato il suo compleanno, e per me lo è ancora e sarà sempre così.
Perchè il mio cervello, la ragione quanto l' anima si rifiutano che sia possibile che una bambina di 7 anni possa ammalarsi di una malattia incurabile e morire.
Sono cose che non si possono accettare, è inutile stare a pontificare su spiritualismo, metafisica o ammassi di elettroni e fisica quantistica. NO.
Ti incazzi come una bestia quando muore un bambino, che sia tuo parente o meno. Perchè la vivi come una prepotenza, un capriccio crudele del destino che strappa una creatura innocente dall' abbraccio sacrosanto dei propri genitori, a cui nessuna parola potrà mai bastare per lenire il dolore.
Provo a immaginarmela seduta sulle gambe di mio padre, il caro nonno Pietro abbraccia stretto la sua nipotina adorata e la segue amorevolmente mentre la cucciolotta gioca con gli altri bambini negli sconfinati prati azzurri del paradiso.
Ma sono sicuro che, ogni qual volta l' arcobaleno si presenta nel cielo al termine di una uggiosa giornata di pioggia, la mia dolce nipotina usa i raggi colorati dell' arcobaleno stesso come se fosse un immenso scivolo di un parco giochi, un immenso scivolone da luna-park.
Buon compleanno, piccola dolce Sofia. 




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