lunedì 19 dicembre 2016

GRATUITO PATROCINIO UNA SEGA

Cominciamo questa nuova settimana che ci avvicina sempre di più alle gioie natalizie parlando di un qualcosa che poco riguarda regali ed auguri, strenne, alberelli e presepi, anzi... Tutt' altro.
Oggi vorrei parlarvi di gratuito patrocinio, ovvero quella forma di assistenza legale fornita dallo stato alle persone che, per motivi di forza maggiore, non hanno le capacità nè si trovano in condizione di affrontare determinati problemi di natura giudiziaria e possono pertanto essere assistiti pressochè gratuitamente da un legale (che sia iscritto in appositi liste, consultabili presso le segreterie del loro ordine professionale).
Detto così sembrerebbe proprio una gran bella cosa. Se sei povero/a, indigente, disoccupato, etc. e ti trovi tuo malgrado a dovere affrontare grane giuridiche, civili o penali, sembrerebbe che qualcuno venga lì - senza venire a frugare nel tuo già vuoto portafogli - per difenderti e combattere al tuo fianco.
Col cazzo.
Cominciamo dal principio.
Supponiamo che voi non conosciate nessuno dei vari azzeccagarbugli che affollano le aule dei tribunali della vostra città, tanto meno quelli che si offrono per il "gratuito patrocinio".
La logica ed il buonsenso presuppongono che voi cominciate ad informarvi presso amici e conoscenti al riguardo, prima ancora di andare a consultare le liste dei professionisti di cui parlavamo in precedenza.
Detto questo, ci ritroviamo a scegliere in una rosa abbastanza ristretta di nominativi quello che sarà il nostro campione legale e sul quale poniamo tutte le nostre aspettative di successo nella battaglia in tribunale.
Ovviamente, il passo successivo consisterà nel contattare questo avvocato del gratuito patrocinio per fissare un primo appuntamento e spiegare la propria situazione (nel caso del sottoscritto, ad esempio, si trattava della separazione coniugale, visto che la mia ex era già assistita da un suo avvocato di fiducia) presentando ogni aspetto dello scenario e senza trascurare assolutamente niente.
Attenzione!!!!
Il fatto che si chiami "gratuito patrocinio", non significa che l' avvocato che viene garantito dallo stato italiano stia facendo del volontariato, oppure che lavori per voi per puro spirito di carità: questi riceverà un compenso economico nei modi e nei tempi stabiliti dalle normative vigenti.
Insomma, loro sono pagati dallo stato per assistervi legalmente, e verranno risarciti per il disturbo.
Peccato che fin dall' inizio il legale di "gratuito patrocinio" che voi avete scelto vi faccia una strana impressione. La domanda perfida che comincia a strisciare dentro il vostro cervello scende sempre più in profondità nella vostra anima e si attorciglia maleficamente attraverso il nucleo più basso e delicato della vostra essenza interiore: non sarà mica che questo avvocato "gratuito" mi considererà meno importante dei clienti più facoltosi, che la pagano sull' unghia? Non sarà mica che il fatto di essere tecnicamente un pezzente - mio malgrado, in questo momento critico della mia esistenza - possa irritare questo avvocato che mi è stato affiancato dal destino?
"A caval donato non si guarda in bocca", diceva un famoso proverbio che ammoniva a non essere troppo esigenti di fronte a ciò che ci viene pur sempre offerto gratuitamente e incoraggiando piuttosto ad essere riconoscenti.
No, non lo posso sapere. Non si possono fare processi alle intenzioni. Però ci sono cose che si sentono a pelle, ed il mio istinto sbaglia raramente quando percepisce alcune sensazioni.
Come del resto si intuisce subito quando una persona ha piacere di parlare con te o meno, non bisogna essere per forza dei profiler psicologici esperti nella caccia ai serial-killer per recepire quei segnali che le persone che abbiamo di fronte ci rilasciano anche inconsciamente.
L' empatia di una persona nei confronti degli altri non è difficile da riconoscere, se una persona non ti sembra a proprio agio quando è vicino a te, lo capisci subito. Punto e basta. 

Ma personalmente vi posso garantire che, se solo ne avessi avuto le possibilità economiche, per quanto mi riguarda sarei stato ben contento di pagare a peso d' oro un avvocato - ma il discorso si può estendere a qualunque professionista, dall' idraulico al macellaio, passando per il dentista e tutte le altre figure professionali necessarie nel corso della propria vita - purchè facesse i miei interessi con la massima abnegazione e con il piacere di farlo.
Ad ogni modo, dopo avere raccolto tonnellate di cartacce (documenti, certificati, stati di famiglia, autocertificazioni del nulla) presso improbabili uffici comunali ed altri luoghi che nemmeno ricordo, dobbiate ovviamente produrre anche la documentazione comprovante che SIETE DEI POVERACCI, allegando i vari attestati ISEE o meglio ancora i CUD che fanno riferimento alla vostra situazione patrimoniale, considerando tutto il nucleo famigliare.
Se sei disoccupato ma vivi ancora in casa (da separato) con tua moglie, quello che fa fede comunque è ancora il reddito famigliare complessivo: anche se non hai un centesimo in tasca, quello che conta è che risulta quella maledetta voce, che non tiene conto della realtà dei fatti.
Ma la legge è quella, solo perchè un branco di legislatori coglioni l' ha scritta a cazzo (ad cazzum, come dicevano i Latini, maestri del diritto). 
Ad ogni modo, supponiamo che voi rientrate nonostante tutto nei requisiti richiesti, ovvero che non superiate la soglia critica  oltre la quale non vi verrà concesso il gratuito patrocinio: a questo punto  ci si ritrova a sperare che il Consiglio dell' Ordine degli Avvocati della vostra città si esprima e, solo a quel punto, si potrà tirare un sospiro di sollievo.
Adesso anche voi avete un avvocato, e siccome vi hanno consigliato e parlato di lui/lei come di una persona estremamente attenta ai problemi sociali e particolarmente in gamba nel fare il proprio lavoro, la tentazione di concedervi un bel sorriso di soddisfazione.
Ecco, date retta a me, invece. VI CONSIGLIO DI NON SORRIDERE come se tutto fosse risolto. 
E presto ne capirete la ragione.
Possiamo cominciare a dire che ci vuole fortuna, e non poca (diciamo che servirebbe la stessa quantità di culo che ebbero quei tizi che vinsero diverse centinaia di milioni di euro al superenalotto).
Innanzitutto, ogni qual volta proverete a contattare telefonicamente il vostro avvocato di tipo "gratuito patrocinio", vi potrebbe capitare di avvertire dall' altro capo del telefono quella stessa sensazione di fastidio di cui parlavamo in precedenza, quella stessa in base alla quale vi sentite percepiti come se foste una fastidiossissima zanzara di cui il povero legale non riesce proprio a liberarsi.
Egli/ella cercherà di riattaccare il prima possibile e, qualora voi chiediate di fissare un appuntamente o di essere ricevuti nel suo studio legale, questi attaccherà una sorta di supercazzola allucinante alla fine del quale la risposta sarà inevitabilmente negativa. No. Non si capisce la ragione per cui voi non possiate essere ospitati dal vostro avvocato di gratuito patrocinio. Forse il vostro Cud (oppure il vostro ISEE) emana povertà radioattiva come gli isotopo di plutonio ed il povero professionista teme per la propria incolumità.
Se non siete nati sotto una buona stella, vi capiterà che al massimo il vostro nuovo avvocato "gratuitamente patrocinante" vi possa telefonare per comunicarvi che la sua strategia personale è basata sul temporeggiamento e sulla perdita di tempo più ancora che verso una soluzione definitiva della contesa.
E poco conta se siete poveri, senza casa, senza lavoro nè beni di proprietà: il vostro principe/ principessa del foro vi dirà che "guardi che tanto lei se ne deve andare da casa, quando si pronuncerà il giudice: mica si può vivere da separati in casa".
Non importa che vi aspettavate di avere una tigre al fianco che combattesse per far rispettare i vostri diritti, invece che quelli del vostro nemico.
Lì, in quello stesso momento, un brivido freddissimo scende lungo la vostra schiena e realizzate di essere nella merda. A cosa vi serve un avvocato, se il risultato è questo?
Ad ogni modo, nel frattempo il mondo reale continua a girare e correre la propria corsa.
Vi può capitare che, mentre la battaglia legale (?) è già formalmente iniziata - e state ancora sopravvivendo nell' inferno della casa da condividere da separati in casa - di conoscere un nuovo amore di di decidere di ricominciare da capo la propria vita: un trasferimento lontano centinaia di km dai propri affetti, a cominciare dalle proprie figlie, per raggiungere quella regione in cui sembra che il mondo del lavoro offra più opportunità di quante ne siano rimaste lì, nella terra di Dante Alighieri, dove la crisi economica ha prodotto più danni di un bombardamento atomico sopra un centro abitato.
Insomma, una specie di rischio calcolato. Te ne vai a cercare fortuna dove potrai tornare a lavorare, produrre un reddito per inviare soldi alle tue figlie, avrai di nuovo una donna che ti ama sinceramente al tuo fianco e ti ricostruirai un nido, un covo, una tana, una casa tutta tua.
Per questo affronti una prova inedita ed impegnativa al limite, senza compromessi. Devi combattere per te stesso e per le tue figlie, oltre che per la persona che crede in te, un nuovo amore.
Questa sarà la ragione di quel dolore che porti nel cuore, quella strisciante nostalgia che ti porta a soffrire la mancanza delle tue cucciole ma che parallelamente ti rinnova la forza e l' energia per continuare a dare tutto te stesso nel corso del combattimento.
Se poi, nonostante tutti i tuoi sforzi, non sei ancora riuscito a trovare lavoro perchè in Italia ormai si trova impiego solo per conoscenza, tutto si complica ulteriormente.
Ma torniamo al "gratuito patrocinio"
Per farla breve, se avete avuto la malaugurata disavventura di farvi assistere da una avvocato in questo regime, dovete assolutamente sapere che siete assolutamente obbligati per legge a comunicare all' ordine degli avvocati territorialmente competente qualsiasi variazione relativa al vostro domicilio e/o residenza, oltre a vari eventuali cambiamenti di condizione economica e reddito.
Già, perchè qua sta il bello.
Supponiamo che voi andiate a vivere a casa della vostra nuova compagna (o del vostro nuovo compagno), e che questi sia già legalmente separato, o single o divorziato.
Voi avete appena iniziato la separazione legale ma formalmente, finchè il giudice non vi convoca per la vostra prima udienza, a livello civile formalmente siete ancora sposati con il vostro vecchio coniuge.
Peccato che, per uno stato magnaccio e corrotto, pieno di norme illogiche e cervellotiche, tutto ciò non conti: quando vi verrà richiesto il documento anagrafico dello stato di famiglia aggiornato, se nel frattempo avete cambiato residenza a vi siete trasferiti a casa del vostro nuovo partner, tecnicamente risultate una famiglia anche se... siete ancora sposati a qualcun altro.
Per farla breve, se io sono ancora disoccupato e la mia compagna (non la mia separanda moglie, ma proprio la nuova, incolpevole, compagna) supera di straforo i limiti furbescamente fissati per legge in merito alla soglia del "gratuito patrocinio", questo viene a decadere e vi ritrovate ancora una volta nella cacca, ma stavolta fino al collo, ed anche di più.
Il modello ISEE (vero indicatore economico utilizzato da anni per essere esentati o comunque per usufruire di sacrosanti sconti per la propria condizione economica disagiata) anche se basso ed entro i limiti di cui sopra non viene considerato valido ma anzi, per inculare il cittadino e togliergli il gratuito patrocinio, si sono malignamente inventati la facoltà di utilizzare il modello CUD per utilizzarlo in questo caso ai fini della valutazione del patrocinio non-più-gratuito.
Ma come? Non sono ancora separato nè tantomeno divorziato e, pur essendo disoccupato e senza il minimo reddito assistenzialistico, mi vieni a sommare il reddito di una persona che - in linea teorica e pratica - non è tenuta a versarmi un solo centesimo perchè non siamo sposati????
Insomma, come fanno i bari a poker per vincere le partite con l' inganno, cambiano le carte in tavola in corso d' opera pur di eliminarti a proprio vantaggio. 
Cambiano le regole a proprio esclusivo vantaggio, mai a favore del più debole o dell' onesto.
Tecnicamente lo avete nel culo: se volete un avvocato, ve lo dovete pagare coi vostri soldini. E siccome non ne avete, vi ritrovate a fare surf in un oceano di cacca.
Siete in fondo alla Fossa delle Marianne, nel punto diù profondo dell' oceano. Però invece di acqua di mare, attorno e sopra di voi c' è solo merda.
Ma le cose posso ancora peggiorare, credetemi.
Perchè possono verificarsi bradisismi, movimenti tellurici e fratture nella crosta terrestre che apriranno il fondo marino come fosse burro, e scivolerete ulteriormente nell' abisso oceanico (della merda).
Questo perchè, quando vi verrà revocato il gratuito patrocinio per i motivi e nelle forme di cui sopra, sappiate che vi verrà a cercare il vostro "principe/principessa del foro" (ex gratuito patrocinante) e verrà a presentarvi la sua parcella per i suoi preziosissimi servigi (????).
Oltre al danno, la beffa.
In conclusione, evitate per quanto possibile il "gratuito patrocinio" perchè la maggior parte delle volte si tratta di scegliere gente inaffidabile o comunque decisamente disinteressate del vostro futuro, figuriamoci del vostro bene. Quasi sicuramente troverete un professionista antipatico, supponente e cinico, che cercherà di parlarvi il meno possibile e vi eviterà come la peste, considerandovi peggio del fumo negli occhi.
E, se proprio siete costretti dalla vostra condizione economica precaria a ricorrere al "gratuito patrocinio", cercate di raccogliere più informazioni possibili riguardo alle persone che vi hanno consigliato, onde evitare di rimpiangere in futuro tale scelta.
Per finire, nel caso specifico della separazione coniugale, finchè non si è conclusa la contesa legale, evitate il cambio di residenza (se possibile) per evitare di porgere il culo a chi ci naviga di professione in queste acque luride e schifose.
Raimondo "Ray" Rossi

https://www.youtube.com/watch?v=1FnYc6V5qiY


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