sabato 12 dicembre 2015

LA SVEGLIA DELLA MAMMA

Quante volte sento amici parlare con malinconica nostalgia del momento in cui, da bambini - e finchè rimanevano sotto lo stesso tetto dei genitori - era la loro amatissima mamma a svegliarli con dolcezza e con amore materno.
In linea generale e puramente teorica, posso anche capire quello stato animo che tende alla mamma come energia creatrice (non solo tua, ma di tutto l' universo), ma talvolta bisognerebbe anche riprendere contatto con la realtà.
Forse sarà perchè la mie sveglie erano assai diverse da quelle dei miei amici: di solito mia madre faceva irruzione in camera insieme ad una squadra delle forze speciali armati fino ai denti (dopo aver lanciato lacrimogeni e granate stordenti), poi prendeva una tanica di benzina e rovesciando il liquido infiammabile sul mio letto, appiccava il fuoco urlando a squarciagola "Allora, ci alziamo....???!!!"
Va be'... Non sempre il risveglio avveniva in maniera così drammatica. In molti casi mia madre utilizzava una lunga catena metallica che veniva collegata alla parte inferiore della struttura del mio letto e poi - rapidamente, nel giro di pochissimi minuti - si recava alla stazione ferroviaria di Pietrasanta agganciando l' altra estremità della catena alla carrozza di coda del primo intercity in partenza per Ventimiglia (e sovente mi capitava di risvegliarmi al confine con la Francia).
Un' altra delle sue opzioni preferite era quella di riempire di esplosivo al plastico il mio materasso, che veniva fatto saltare in aria mediante un detonatore che lei teneva sul suo comodino e che rappresentava una delle sue scelte favorite nei periodi delle feste natalizie, dove queste esplosioni si confondevano con i botti sordi dei petardi di fine anno.
Nelle giornate peggiori, c' era anche l' opzione "Daitarn III", ovvero l' attacco a base di energia solare dell' arma finale e risolutiva del celebre robottone: quando lei cominciava ad esclamare "...ed ora, con l' aiuto del sole, vincerò: se non hai paura di questa potenza, fatti avanti...!" capivo subito che era meglio alzarsi in fretta e furia prima di evitare di fare una brutta fine...
Ecco, io non rimpiango le sveglie della mamma.

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