sabato 28 novembre 2015

MA SERVONO DAVVERO TUTTI QUEI GADGET PER CORRERE?????

Mah... Ognuno è libero di buttare via i propri soldi come meglio crede, e lascerò perdere la malinconica frase "chi ha il pane non ha i denti e viceversa", seppur veritiera nella maggior parte dei casi. Mi chiedo: ma che senso ha acquistare quelle specie di computerini da portare al braccio quando si va a correre (fare "jogging" per i più anglofili e refrattari all' italico lemma)?
Posso capire se qualcuno ha dei problemi di salute tali per cui la propria condizione presuppone una precisa attività di controllo e monitoraggio della propria attività fisica, in funzione delle eventuali conseguenze e complicazioni che potrebbero danneggiare il tuo organismo.
Ma se lo fai solo perchè ti senti più ganzo, più "alla moda", più "fashon" (ahibò e garaglò,aaaaaargh....! Mi viene il vomito tutte le volte che sento questa parola del cazzo!), bisognerebbe che tu ti fermassi a porti qualche domanda sull' inutilità della tua esistenza in questo mondo terreno.
Non per dire, ma quando ero ragazzotto, anch' io andavo a correre nel parco, approfittando della vicinanza a casa mia della bellissima e celebre area verde del parco della Versiliana - immortalata dalla poesia di D' Annunzio "La pioggia nel pineto"  e stupendo luogo pieno di meraviglie naturali - e manco mi sognavo di portarmi appresso delle diavolerie del genere.
Non avevo alcun bisogno e fortunatamente nemmeno il desiderio di sfoggiare dei gadget di dubbia utilità (come fanno i bambini che vogliono mostrare i giocattoli nuovi appena acquistati per provocare invidia negli altri fanciulli), ma seguivo solamente le indicazioni che mi ero prefissato il giorno prima: il tempo massimo da impiegare e lo spazio da percorrere, il tragitto e le soste dedicate agli esercizi ginnici ed altro (addominali, scatti, balzi su gradoni, etc.) ed eventuale sosta per andare a pisciare nel fitto della boscaglia.
Poi, in realtà, correvo ancora di più, fino a che il cuore e le energie mi permettevano di andare oltre i miei limiti ed  era bellissimo sentire che spingevi il tuo corpo al massimo delle sue possibilità.
Ma tutto questo era guidato semplicemente dal mio istinto e dalle mie percezioni sensoriali, dai ricettori organici presenti nel mio corpo e non certo da un piccolo strumento di misura che, ancora adesso e magari più di allora, ritengo praticamente inutile se non, come detto in precedenza, solo nei casi di vera necessità per motivi di salute.

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