lunedì 21 settembre 2015

PASSEGGIATA SERALE CON LA MIA CUCCIOLA, UNA SERATA DA RICORDARE

Ieri avevo promesso alla mia topolina più piccola, Martina, di portarla con me per la passeggiata serale dopocena nel porto. La mia figlia più grande ormai è adolescente e le passeggiate preferisce giustamente farsele adesso coi suoi compagni ed amici coetanei, e quindi non ha partecipato alla nostra uscita serale. Idem per il cane, che è rimasto a casa (suo malgrado, visto che sarebbe uscita molto volentieri, se solo avesse potuto scegliere lei).
Di solito quella camminata mi serve per combattere i demoni che ancora mi assaltano per via dei problemi familiari che sono scoppiati meno di un mese fa, ma dato che i colori delle luci del paesaggio attorno al porto sono di una bellezza unica e suggestiva, uno spettacolo da ricordare, beh... ho deciso di dedicare almeno una sera della mia vita, finchè ho la possibilità concreta di averla vicino a me, di condividere insieme alla mia secondogenita la suggestione della passeggiata di sera.
Oltre che rafforzarmi e ricostruirmi mentalmente sul piano della volontà, camminare tanto serve anche a smaltire tutto quell' eccesso abbondante di ciccia che mi sono caricato addosso nel corso degli anni e che adesso voglio eliminare parallelamente a tutto quello che sto facendo nel mi percorso di rinascita.
Ma ieri sera era soprattutto l' occasione di regalare a mia figlia una serata semplice ma bella da ricordare per tutta la vita, come una foto da applicare e custodire all' interno di un album fotografico o, meglio ancora, tra le pagine di un diario segreto.
Una serata a costo zero, quella che il papà più squattrinato e malinconico del mondo le poteva offrire, con quella camminata tra le soffuse luci artificiali dei lampioni del molo e l' aria intrisa di salsedine che ci stuzzicava piacevolmente le percezioni olfattive.
Ma a lei andava bene anche così, la mia piccola principessa si accontentava di stringere la mano al suo vecchio e nient' altro era importante. Nè i gelati o le patatine che vedeva tra le mani degli altri bambini  - e che io, colpevolmente, non ero in grado di poterle offrire come sarebbe stato doveroso da parte di un padre normale - riuscivano a toglierle quel sorriso ricco di serenità, completezza e gioia.
Una gioia immensa potere camminare insieme alla mia piccola stella mostrandole tutte quelle cose che non aveva ancora avuto occasione di osservare da vicino: dai pescatori silenziosi appollaiati sugli scogli più lontani, alle barche più piccole ormeggiate nei pressi della banchina che fronteggia la grande barriera paraonde, passando per la rassicurante luce ritmica del faro più vicino.
E, passo dopo passo, tante chiacchiere e discorsi tra noi, con le sue osservazioni ed il suo stupore nel vedere il porto al chiaro di luna e sotto lo sguardo discreto del cielo stellato...
Abbiamo camminato tantissimo e lei non si è lamentata nemmeno un po', di quello strapazzo inconsueto. Ero pronto a caricarmela sulle spalle, alla stessa identica maniera di mio padre quando ci avventuravamo per le ripide salite di alcuni sentieri di montagna. Ma la mia piccola guerriera non ha fatto una piega, lei è una piccola leonessa che affronta tutte le sfide e le fatiche senza tirarsi indietro.
E la nostra serata è stata meravigliosa, una di quelle che vale la pena vivere sul serio.








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