lunedì 14 settembre 2015

MI MANCHERETE, STELLINE

Il terrore per il futuro, la separazione in casa. Mi mancheranno le mie figlie. Mi mancherà non poterle accarezzare la sera e vederle addormentare serenamente la sera, dopo avere smorzato i loro litigi per tutte quelle cazzatine futili che quasi sempre le portano a battibeccare tra loro.
E' inutile ingannarsi, perchè la mia vita è già finita. Io vivevo per questo. Sono già morto e mi trascino. Spero che ad ogni angolo venga fuori un assassino, un rapinatore o un qualcuno che mi tolga l' imbarazzo di fare tutto da me.
Non serve a niente dare la propria disponibilità ad andare anche all' estero, in luoghi pericolosissimi (in fondo, cosa può interessare ad un "morto vivente" qualcosa riguardo la propria incolumità personale?) o presso enti benefici.
Servono i soldi anche per recarsi in quelle zone. Sennò sarebbe troppo facile.
Io non ho mai vissuto di pensioni, sussidi o indennità. E non voglio vivere di carità, della misericordia altrui. Non voglio essere internato in una struttura - con la scusa della depressione - per sopravvivere a questa situazione: non avrebbe senso vivere, se questa è la prospettiva.
 Voglio, desidero fortemente l' opportunità di dimostrare che valgo qualcosa.
Voglio vivere di quello che le mie mani possono produrre. E voglio una tana, un buco, una cuccia tutta mia, piccolissima, misera e malandata, fredda e senza niente. Ma dove nessuno possa scacciarmi. Anche a costo di andare a vivere nel bosco, come un fantasma.
Certo, se anche io adesso trovassi lavoro da qualche parte, dovrei mettere in conto che l' unico "bene" di cui dispongo è il mio corpo, inteso come strumento di lavoro. Ne' soldi per arrivare sul luogo di lavoro, nè un luogo dove lavarsi o dormire e presentarsi decentemente sul posto di lavoro.
Se io avessi qualche soldo da un salario, potrei pagare anche qualcuno (o una lavanderia) per lavare i miei stracci, stirare le mie camicie.
Ma ora questi sono tutti obiettivi lontani anni-luce, irraggiungibili.
L' impressione è che il mondo abbia già tirato la sciacquone su di me.



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