giovedì 11 aprile 2013

LETTERA APERTA ALLA BOLDRINI (UNO SFOGO DAL CUORE)

Gentile Dott.ssa Boldrini,
spero che Lei mi comprenda se, con buona pace della buonanima del mio severissimo maestro elementare (che mi avrebbe tempestato il cranio di sonori e micidiali nocchini sulla acerba testolina di infante in casi di maleducazione verso le autorità costituite) non mi rivolgerò a Lei con troppa falsa deferenza e volutamente , con piena consapevolezza, non userò mai la maiuscola per citare la Sua carica di presidente della camera dei deputati. Questo non per mancanza di rispetto nei confronti della Sua persona, in effetti mi comporterei nella stessa identica maniera nei confronti di tutte le altre cariche, istituzionali o meno. La spiegazione è da trovare nella mia semplicissima riflessione in base alla quale mi risulta che - a dispetto delle apparenze che Voi potenti volete dare attraverso l' uso manipolatorio dei mass-media, costantemente proni al Vostro servizio - anche Voi politici siete costituiti di carne ed ossa, ammassi più o meno definiti di atomi di carbonio come noi, vostri concittadini e "comuni mortali". Certo, molti dei Suoi colleghi mi risultano essere veri e propri concentrati viventi di escrementi della peggiore specie, repellenti relitti umani che farebbero schifo anche ai maiali del porcile e corrotti arrivisti che venderebbero la propria madre al miglior offerente in cambio di denaro e potere. Ma tant' è.
Il Suo viso pulito, gentile presidente della camera nonchè onorevole, mi fa pensare che Lei sia una brava persona, sinceramente. A differenza di tutti i suoi colleghi di cui sopra, che si atteggiano a faraoni dell' Antico Egitto e che guardano ai propri concittadini con superficialità e sufficienza, regalando vuote promesse che mai e poi mai manterranno (salvo averne un sicuro ritorno in termini di guadagno e convenienza), Lei si è sempre schierata a difesa degli interessi dei più poveri, come dimostra il Suo ruolo a difesa dei diritti civili e delle ragioni dei tanti, troppi disperati che hanno letteralmente invaso a migliaia, addirittura milioni di unità.
Certo, devo ammettere che personalmente sono sempre stato piuttosto perplesso, per non dire refrattario, all' arrivo di altri immigrati nel nostro disastrato paese: non c' è lavoro per noi italiani, figuriamoci per chi viene e si propone di costruirsi una nuova vita qua. Che poi questo stato sia disastrato sotto tutti i punti di vista, è un' ulteriore aggravante, per gli illusi che immaginino di essere arrivati nel paese delle meraviglie.


La giustizia è condotta in maniera approssimativa e colpevole da giudici che rimettono in libertà delinquenti abituali che si macchiano di delitti orrendi senza porsi troppi problemi, sapendo che quasi sicuramente torneranno presto in libertà e, nel caso delle vicende più famose ed efferrate, queste carogne diventano anche delle vere e proprie star televisive, attraverso le stomachevoli e ciniche trasmissioni e talk-show che sfruttano le tragedie umane a proprio vantaggio e profitto. Tanto per cambiare... No?
Qualcuno potrebbe avanzare una semplice obiezione, del tipo "E se la giustizia in Italia fa schifo la colpa è dei politici?". A tale domanda diventa fin troppo semplice rispondere: direi proprio di sì... Le leggi che i magistrati applicano - alcuni con interpretazioni anche assurde o discutibili - sono create e promulgate da deputati e senatori (che orribili parole, me ne dolgo e mi scuso) e guarda caso, qui casca l' asino.
Non passa giorno che io non vi maledica, voi politici. Avete cancellato tutti i miei sogni e speranze, azzerato ogni mio proposito di potere ricostruire qualcosa di buono. Ho sentito più volte politici o eminenti esperti opinionisti del nulla disquisire di lavoro in televisione e sui giornali: ma come, proprio voi che non avete mai lavorato in vita vostra, voi che non avete mai svolto un lavoro manuale (figuriamoci!) state a pontificare e decidere la sorte di gente alla quale non sareste degni nemmeno di pulirne le scarpe?
Mi sono sempre dato da fare, io. Non avevo ancora finito di studiare che già occupavo molto del mio tempo libero a lavorare nei locali della mia zona, se non altro per pagarmi con i miei risparmi la benzina e la manutenzione della mia scassata utilitaria. Durante la settimana studente all' istituto per geometri a Pietrasanta, mentre il finesettimana facevo il cameriere ( e mi facevo un culo come il cerchione di un autotreno) in nero, qua e la, nei ristoranti e pizzerie della Versilia. Altro che bamboccione. Ho lavorato - anche in nero -  come cameriere, garzone, guardiano notturno, impiegato, pizzaiolo, magazziniere, operaio in laboratori di marmo, progettista, buttafuori senza lesinare energie e senza accampare scuse. Mi facevo il mazzo, come dicevo prima, con la serenità di chi sa che la cosiddetta gavetta sia un fisiologico momento della vita
Ho conosciuto talmente tanti pezzi di merda tra gli imprenditori - anche se tale parola è spropositata per inglobare anche tali banditi - da potere scrivere di mio pugno una vera a propria opera omnia, l' Enciclopedia Rossi degli Imprenditori Disonesti.
Eppure mi sono adattato, pur di conservarmi il più possibile il lavoro, seppur precario o stagionale o saltuario che fosse. Prendevo con rassegnazione anche gli eventuali insulti e rimproveri gratuiti, pur di mettere le mani su quei pochi, maledettissimi soldi che solo il mio sudore, le mie mani e la mia tenacia mi avevano portato a conquistare. Tra me e me pensavo che tanto, lottando con costanza e mantenendo lo stesso spirito, prima o poi sarei riuscito a meritarmi un bel lavoro fisso e pieno di soddisfazioni.
Certo, proprio grazie ai Suoi amici nonchè colleghi politici, sia contemporanei che predecessori delle legislature precedenti, hanno distrutto tutte le mie aspettative, come dicevo in precedenza. Con leggi e normative criminali che hanno distrutto ogni forma di diritto civile e di dignità contrattuale, con decreti e regolamenti che hanno progressivamente affossato e distrutto il futuro dei miei coetanei e della mia stessa generazione (fanno eccezione quei figli di puttana che sono parenti e amici dei politici, naturalmente, che sono sempre sistemati senza alcun merito a suo di raccomandazioni). Avete trasformato il mondo del lavoro in una fossa di serpenti, consentendo agli imprenditori più disonesti di avere sempre il coltello dalla parte del manico e quei pochi onesti industriali o piccoli imprenditori a chiudere bottega schiacciati dal peso di tasse esorbitanti.
Il bello è che potrei scrivere ininterrottamente per mesi, se solo volessi esporre tutto il mio sacrosanto malumore e palesarlo sul web. Da quando sono rimasto a casa disoccupato (ero geometra nell' ufficio tecnico del Comune di Empoli, questo il mio ultimo impiego) e senza possibilità di reinserimento nel mondo del lavoro nonostante i miei sforzi ed i miei annunci settimanali ai quotidiani, a nemmeno 37 anni.
Maledetti, vi odio tutti, ed in questo, a differenza vostra, sono molto democratico e civile.
Lei, cara Boldrini, potrebbe obiettare che ha occupato da pochissimo tempo il suo scranno, troppo poco il tempo per farsi carico di colpe quasi essenzialmente altrui, però.... Qualcosina la devo rimproverare anche a Lei, gentile presidente della camera. proprio in questi giorni ho avuto la spiacevole sorpresa di assistere ad un Suo intervento televisivo in cui Lei manifestava ed esternava il Suo stupore nell' apprendere quanto siano numerosi i poveri in Italia. Ecco, per quanta fatica io faccia a trattenere il mio sarcasmo più feroce, che mi trascina come un feroce pittbull al guinzaglio, Le vorrei semplicemente suggerire che tale stupore o meraviglia sarebbe stava evitabile frequentando assai più spesso i luoghi dove si svolge la vita di noi, comuni cittadini e suoi connazionali, costantemente vessati ed umiliati dai suoi colleghi istituzionali. Se Lei avesse frequentato in incognito le stradine di un qualsiasi centro cittadino ed ascoltato le voci di malumore, depressione e malessere della stragrande maggioranza - per non dire della totalità - del popolo cittadino, si sarebbe resa conto in breve della situazione reale del paese. Mi rendo ben conto che i salotti e gli uffici di rappresentanza dell' ONU le abbiano fatto conoscere persone ben diverse dal piccolo calzolaio sotto casa che ha appena cessato l' attività perchè strangolato da un fisco criminale oppure dal piccolo negoziante che si è appena suicidato perchè privato di ogni prospettiva. Rispetto il Suo amore per i casi umani che rappresentano sicuramente i poveracci che cercano di entrare clandestinamente in Italia, ma non lo condivido, come non sopporto la Sua pretesa di volere privilegiare gli zingari. Cosa ci vuole fare, probabilmente sono crudele e malvagio egoista e canaglione, ma preferisco che prima di tutto siano sistemati i miei concittadini e connazionali, anzichè dare la precedenza a chi non paga tasse e riceve solo privilegi, a danno della collettività che viene ingiustamente vessata ed umiliata, in attesa di una rivoluzione che sta comunque per arrivare anche sulle vostre teste.
Cordialità, Raimondo Rossi

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